Opera 10.5

Dopo più di un mese di alfa, è uscita ieri la beta di Opera 10.5. Come prevedibile stabilizza e migliora la alfa e offre un supporto CSS3 interessante: box-shadow e border-radius sono supportati, e tra l’altro senza il fastidioso prefisso -moz, -webkit, e -o che tanto fa disperare 😉 i webmaster…
Veloce lo è. Aspettiamo la versione stabile, ora.

amarok e database

Chiunque abbia Linux può apprezzare quanto bello sia Amarok, player musicale con incorporato un discreto database (con cui si possono editare i metatags e catalogare i brani in base ai vari “campi”: autore, titolo, album, genere, anno ecc.).
Mi aveva interessato la possibilità di interfacciare il database di Amarok con Mysql.Ho scoperto però che per farlo, in alcune distribuzioni come PcLinuxOs, occorre “compilare” il programma partendo da sorgente. Il che è un po’ lungo e laborioso. Inoltre mi è stato spiegato, su un forum, che per collezioni di brani non oltre gli 8000/10000 (!!!) non è una necessità usare un database “esterno” ad Amarok, visto che quello incoprporato funziona benissimo.
E così in effetti è.

Social Network

Twitter: prima impressione

Non c’è paragone con Facebook (o MySpace): davvero miserello. Non so nemmeno se si possa chiamare un Social Network…

MySpace vs. Facebook

Facebook, pur lento a caricarsi, è meno invasivamente commerciale. Non sarà un caso se, a quanto ne so, è tuttora il S.N. più diffuso (proprio oggi fa 6 anni).

un problema con OpenOffice

1) problema

Mi è capitato che OpenOffice, installato in local, in /opt dunque, così da condividerlo tra diverse versioni di pclos, non partiva se non da root. In effetti non si poteva creare una cartella coi suoi settaggi nella Home degli utenti.

2) soluzione

Verificare che non coesista, benché “nascosta” una versione anteriore di OpenOffice, nel qual caso disinstallarla; disinstallare pure lo script “GetOpenOffice”.

A quel punto si dovrebber riuscire (io sono riuscito) a

a) creare (nel mio caso copiandola da altra partizione) la cartella dei settaggi “.openoffice.org” nella home dell’utente;

b) di conseguenza far partire OpenOffice anche come utente.

testare il proprio sito

Chi è webmaster lo sa: un sito appare in un modo su un certo sistema operativo, in un altro su un altro; in un certo modo con uno schermo a una data roisoluzione, in un altro modo con un’altra risoluzione; e più ancora, le differenze sono anche notevoli tra browser e browser. Ora ancora di più con css3…
Esiste un sito Browsershots che può aiutare i webmaster, visualizzando, nel giro di pochi minuti, come viene visto un certo indirizzo web dai diversi browsers nelle diverse condizioni in cui possono operare.
Ottimo. E gratuito. Il limite è che quello che si visualizza è una solo immagine statica, nemmeno ad eccellente risoluzione. Questo almeno se si accede gratis…

Lampp: attenti al nuovo

Nell’ultima versione di Lampp (vedi apache-friends) ci sono due scogli da superare, lavorando sul file php.ini
1) un problema di avvisi (fastidiosi) sulla mancata definizione di variabili
(lo si risvolve aggiungendo una stringa nel file php.ini:
alla riga error_reporting = E_ALL | E_STRICT
si aggiunga “& ~E_NOTICE”, così che risulti
error_reporting = E_ALL | E_STRICT & ~E_NOTICE

2) altro errore interfacciandosi con Mysql, dà diversi errori di PDO. Si risolve aggiungendo alla stringa “pdo_mysql.default_socket=”
il luogo dove si trova il socket, nel caso di lampp “/opt/lampp/var/mysql/mysql.sock”. Così ne risulta la riga:
“pdo_mysql.default_socket=/opt/lampp/var/mysql/mysql.sock”

Indispensabili i forum su web. Assente la documentazione del produttore 🙁

un disastro che serve

Proprio in un momento di malattia, nei ritagli in cui mi alzavo dal letto, è successo un disastro: la partition table di un intero HD, su cui stavano tutti i miei dati, è partita. E addio ai contenuti.
Per fortuna che sono così previdente da fare soesso dei backup, e il danno alla fin fine è davvero contenuto.
Però è notevole il fastidio di dover prima cercare una soluzione di rescue (e cerca su Google rescue part. table, repair, restore e simili: niente di valido), poi di arrendersi a riformattare tutto.

Ma a che cosa serve un disastro? E’ un richiamo con cui il Mistero che fa tutte le cose mi ha detto: “guarda che il computer non è così prezioso, né così perfetto. La vita reale, la carne e il sangue della vita sono oltre. E comunque Io sono il Signore, non farti del computer un idolo”

KDE 4: la fiera delle vanità?

La prima impressione è: non mi impressiona!
I tanti effetti speciali difettano infatti di una proprietà che io considero essenziale, l’utilità: non sono utili. A che cosa mi serve infatti l’effetto trasparenza? Solo a far rallentare la risposta della macchina.
Magari esaminando meglio potrò scoprire dei pregi seri, ma il primo impatto è che si sia ceduto alla linea Microsoft sul suo terreno, oltretutto prendendone solo difetti.

Lyx (word processor)

Sara’ anche un buon word processor per chi e’ abituato a usare LaTex, ma ha un difetto che io considero imperdonabile: non puo’ ne’ importare ne’ esportare nei formati piu’ comuni (non solo .doc, ma nemmeno .odt, .rtf, enormi difficolta’ con .html).
Puo’ andare bene solo a chi decida di usare il formato proprietario lyx.